Trovati: 50
Complementari
01/01/2010PREMESSA:
Ciao a tutti!
Sono appena entrata a far parte di questo gruppo. Per prima cosa,
vorrei complimentarmi con tutti gli autori che hanno postato i loro
racconti: ne ho letti diversi e, nonostante non sia un'appassionata
del genere erotico, li ho trovati tutti molto belli e ben scritti.
Inoltre, volevo avvisare che il racconto che posto qui sotto è il
primo di tipo erotico che abbia mai scritto. Da "brava scribacchina"
ho voluto sperimentare un genere per me completamente nuovo.
Come "novellina", quindi, accetto molto volentieri ogni commento (sia
positivo che negativo), critica, suggerimento e, ovviamente se
meritato, complimento.
Il racconto è un po' lunghetto, spero che però non scoraggi nessun
potenziale lettore!
Grazie dell'attenzione e buona lettura! :)
S.
___________________________________________
COMPLEMENTARI
Ore 15.53, 8 dicembre. Così recita il display del mio vecchio e
malandato cellulare, una volta che, dopo aver posteggiato e spento
l'auto, l'ho estratto dalla borsetta per silenziarlo. Sto andando a
fare visita a Francesca, ma non voglio che nessuno mi disturbi mentre
sono da lei: trovo che sia un gesto di maleducazione e mancanza di
rispetto interrompere una conversazione con qualcuno per rispondere al
telefono, a meno che non si tratti di qualcosa di veramente
importante. Oggi è festa, ho già telefonato ai miei per sapere come
stanno e quindi non c'è nessuno che deve chiamarmi per parlarmi di
questioni di vita o di morte.
Ho conosciuto Francesca circa un anno fa, ad una cena fra amici e con
"amici degli amici". L'ho subito trovata una persona simpatica e molto
gentile ed amichevole nei miei confronti. Avevamo parlato di argomenti
banali e generali, come sempre si fa quando si inizia a conoscere
qualcuno. Avevo scoperto che lei, come me, era una studentessa
universitaria fuori sede, che a parte Natale, Pasqua ed agosto viveva
stabilmente in città. Aveva tre anni più di me ed era prossima...
[Confessioni] - "Il primo pompino"
01/01/2010Confessioni: "Il primo pompino"
------------------------------
Gaia -
Propongo a tutti voi, ragazzi e ragazze, di raccontare la vostra prima
volta con il sesso orale. Alla nostra discussione daremo il titolo: "Il
mio primo pompino", dai, ragazze, avanti, datevi da fare!
Vanessa -
La prima volta che l'ho fatto ero impacciata, anzi, se devo essere sincera
mi sono trovata piuttosto in imbarazzo, ma soprattutto provavo vergogna,
sì vergogna! Mi chiedevo: "Adesso che cavolo devo fare?", poi al pensiero
che lui mi stava guardando mi sono tuffata con le labbra sulla cappella e
l'ho tirata per intero dentro la bocca. Tutto e filato via liscio perché
dopo che ho iniziato a succhiare il resto è venuto tutto in modo naturale
e spontaneo: perlomeno a me è successo così.
Laura -
Neanche mi sono resa conto del come ho fatto a portare a termine il mio
primo rapporto orale. Era buio, eravamo avvinghiati uno all'altra, e
improvvisamente me lo sono trovato davanti alla bocca, il cazzo. A quel
punto ho pensato: "Vabbé, dai, proviamoci!" e ho infilato in bocca la
cappella. Grazie al cielo l'esito è stato positivo, una delle tante
conferme di quanto gli uomini sono abbastanza semplici da accontentare.
Stefania -
Eravamo in macchina. Lui era mezzo vestito io parzialmente nuda. Ho
iniziato a baciarlo sul petto, poi ho cominciato a mordergli i capezzoli.
Poco alla volta sono scesa giù con le labbra fintanto che mi sono trovata
con il muso davanti alle sue mutande. Ch'aveva il cazzo bello eccitato,
allora mi sono detta "Beh, ci provo". Quella volta, la prima volta che
l'ho succhiato, mi ha fatto abbastanza schifo. Ho dato soltanto qualche
leccata alla cappella e niente di più. Dopo non riuscivo neanche a
guardarlo negli occhi il mio ragazzo. Provavo vergogna per quello che
avevo fatto, poi, in seguito, ho cominciato a trovarci piacere, godendo
nello spompinare il suo bel cazzo.
Eleonora -
Il primo pompino è coinciso con la prima...
L'Istituto Limousine
01/01/2010Questa è la mia prima opera che scrivo, con impegno e che provo a
pubblicare;
Spero che i lettori non saranno troppo severi con me ....
Se i commenti non saranno del tutto sfavorevoli, cercherò di postare anche
il seguito, appena lo scriverò;
Saluto tutti
Orsoon
L'istituto Limousine
Erano passate da poco le due del pomeriggio quando Flavio Smith e Anica
Berger decisero di uscire dalla loro alcova abitativa;
Normalmente vestiti per un pomeriggio poi neanche tanto freddo, anzi ancora
abbastanza clemente per l'avanzato mese di ottobre, i due amici uscirono
sulla quarta inter-via dirigendosi presso il centro poli-funzionale dove
Anica aveva lavorato fino a pochi mesi fa;
Anica indossava, come sempre, quella sorta di pastrano endo-termico, sfondo
nero con delle striature fucsia ai lati e sulle grosse maniche coniche, che
la fasciava strettamente dalle caviglia alle spalle;
La ragazza soleva proteggersi invece il capo con una cuffietta di tessuto
pile, a riflessi verdi e gialli ma ne aveva anche di altre tinte più vivaci;
Flavio e Anica si conoscevano già da qualche tempo, dai giorni degli studi
universitari alla facoltà di fisica-astronomica del capoluogo lombardo, e
fra di loro era scaturito un buon rapporto di intesa, sfociato in breve in
una profonda amicizia;
Poi Anica aveva intrappreso la carriere esplorativa per cui era stata via
circa una decina di anni, tornando dal suo caro amico e compagno di studi
solo recentemente;
Non vi era molta differenza di età fra i due: si levavano circa 4 anni uno
dall'altra e dimostravano sensibilmente meno dell'età anagrafica; Flavio
lavorava a tempo pieno all'accademia di un importante organismo militare
collettivo, Anica tornata da poco alla base, si stava ancora ri-ambientando,
tra l'altro con qualche difficoltà, nonostante la sua amicizia, e forse
qualche intesa più particolare, con Flavio;
Proseguirono nella loro camminata, avvicinandosi al «poli» che quindi...
L'inferno di Beatrice
01/01/2010L'INFERNO DI BEATRICE
Troppo sensibile, troppo romantica, Beatrice guardava, dalla finestra,
l'ultima sua delusione d'amore andare via.
La decisione era stata accarezzata da molto tempo, ma solo in quell'istante
trovò il coraggio o la disperazione sufficiente per prenderla.
Aprì il rubinetto della vasca e la guardò riempirsi. Quindi si spogliò e si
immerse nell'acqua calda, con la lametta in mano.
Un comprensibile attimo di esitazione e poi il sangue cominciò a tingere
l'acqua. Non era stato molto il dolore durante l'attimo fatale, ora sentiva
il cuore battere forte e le tempie pulsare. L'energie cominciarono a
defluire insieme al sangue, una grande sensazione di pace la invase. A quel
punto tenere gli occhi aperti divenne troppo faticoso e lei li calò per
sempre su questa terra.
Quando riaprì i suoi occhi vide dinnanzi a lei un uomo maturo di
bell'aspetto, con un elegante completo nero di Armani, più appropriato di
Prada, in caso di sembianze maschili.
L'uomo aveva una espressione seria e con un tono di beffardo rimprovero le
disse:"Mia cara, penso che capisca dove si trova e chi sono, perciò bando
alle presentazioni e mi chiami pure Milton, è un nome che mi piace.
Deve sapere che lei ha fatto arrabbiare tutti! Anzitutto lui, ché queste
cose lo fanno arrabbiare parecchio. Anche se a dire il vero, quello si
arrabbia facilmente, ne so io qualcosa che per una critica che gli ho fatto
una volta, ancora non me l'ha perdonata.
Inoltre lei anche me ha fatto molto incazzare, scusi la volgarità.
Una ragazza giovane, bella e per di più vergine, che commette un gesto
simile rappresenta un imperdonabile spreco. La bellezza è la moneta della
natura e non bisogna accumularla ma farla circolare. Qui urge una punizione
esemplare per questa colpa.
Perciò, ispirandomi al suo nome, ho pensato di rifarmi al famoso
contrappasso di dantesca memoria"
"Il contrappasso?" Interruppe Beatrice, ancora piena di meraviglia.
"Certo il contrappasso! Non...
[Repost] La sabbia di Pilmiro
01/01/2010Il racconto che segue fu pubblicato, qui su isr, svariati anni fa.
Lo ripropongo ora, riveduto e corretto.
Spero possa risultare gradito, come lo fu a suo tempo, anche se
il sesso e l'erotismo non sono le colonne portanti di queste
righe.
---------
LA SABBIA DI PILMIRO by Diagoras
"Quando due bolle s'incontrano, esplodono entrambe... e nasce
un fiore di loto."
(Detto cinese)
Erano tre anni che lavoravo in quel villaggio turistico.
Il signor Markopoulos, il proprietario dell'intero complesso e vecchio
compagno di scuola ed amico di mio padre, mi aveva offerto il posto
il giorno stesso della solenne inaugurazione della grande struttura
turistica.
Mi aveva assunto, viste le mie ancora scarse esperienze lavorative,
come addetto alla spiaggia.
Il mio lavoro consisteva nel portare i lettini, nell'aprire e chiudere
gli ombrelloni, nell'ascoltare le richieste dei turisti e, di conseguenza,
tentare di risolvere tutti quei piccoli problemi che su una spiaggia,
affollata di vacanzieri, ogni giorno si presentavano numerosi.
Il signor Markopoulos voleva sempre che gli ospiti del villaggio
trascorressero una vacanza serena, ed il servizio che il personale era
tenuto a prestare doveva essere all'altezza delle sue aspettative,
puntuale, efficiente ed impeccabile: era molto esigente in questo,
e tutti noi che eravamo suoi dipendenti non potevamo di certo
battere la fiacca.
Era un lavoro sicuramente ben pagato, ma estremamente duro e
faticoso: stare per sei mesi l'anno sotto il sole, dalla mattina alla sera,
sette giorni su sette, non è per nulla semplice, ve lo garantisco.
Mi ricordo che alla sera ero sempre distrutto dalla fatica, stanco
morto e cotto dal sole: ma, a ventiquattro anni, trovavo lo stesso le
energie per andare a divertirmi, come del resto tutti i ragazzi della
mia età facevano.
E, d'altronde, era impossibile non farlo.
Nella discoteca del villaggio, nelle piscine aperte anche di notte,
tra le feste sulla spiaggia e le...
Repost romantico Tuaregh
01/01/2010Visto il repost romantico del nostro greco, mi è venuta voglia di ripostare
l'unico racconto romantico scirtto dal sottoscritto.
Prendetevela con Diagoras.
Tuaregh
Habbas era un giovane marocchino di 27 anni molto carino. Quando compì 18
anni decise di tentare la sorte, emigrando in Europa. Era stato prima 3 anni
in Germania e poi altri 4 anni in Italia. Purtroppo, nonostante il suo
impegno, le cose erano andate male per lui. In entrambi i paesi europei dove
era stato aveva trovato tanto lavoro ma pochi soldi e molta solitudine. E fu
soprattutto la solitudine che lo spinse a tornare in patria.
A Fez, la sua città natale, viveva arrangiandosi grazie al turismo. Molti
occidentali vengono in questa parte del Marocco affascinati dalla cultura
maghrebina, dalla inquietante bellezza del Sahara e dal caldo e violento
ghibli. Habbas si proponeva come giuda ai turisti più sprovveduti. Era molto
gioviale e simpatico, ed inoltre era un piccolo poliglotta. A scuola aveva
imparato un po' di francese, e grazie alla sua esperienza europea era in
grado di farsi capire sia dai turisti tedeschi che da quelli italiani.
Quando le cose cominciarono ad andare benino aveva preso anche qualche
lezione di inglese. Ovviamente, i maggiori guadagni venivano però dai
commercianti e dai proprietari di locali e alberghi, i quali pagavano Habbas
affinché facesse pubblicità alle loro attività presso i turisti.
Anche se al nostro giovane la vita sembrava ora sorridere un poco, purtroppo
non aveva ancora abbastanza soldi per sposarsi e sentiva quindi la mancanza
di una compagnia femminile, diciamo così. Le turiste occidentali single, che
lui accompagnava in giro per i vari souk e nelle stradine strette e tortuose
della medina di Fez el-Bali, non lo degnavano mai di alcuna attenzione.
Avrebbe voluto tanto scoparsi una di quelle belle turiste dalla pelle così
candida, ma purtroppo doveva accontentarsi di qualche puttana a buon
mercato.
Finché il destino gli...
Quel demonietto di mia nipote
01/01/2010Quel demonietto di mia nipote
Io sono lo zio di una splendida ragazza di circa 14 anni, che si chiama
Silvia. Lei è veramente incantevole, ha un visetto delizioso e anche il
resto non è certo da meno.
Un attimo però, sto andando troppo di fretta, sapete quando penso a mia
nipote non connetto molto.
Devo fare prima un importante avviso. Mi scuso con coloro che hanno iniziato
a leggere il racconto, immaginando che questa sia la classica storia dello
zio porco che si fa la nipotina. Purtroppo non è così, cioè non è che non
sono porco, è che non mi faccio mia nipote, sia chiaro.
Adesso qualcuno dirà:" Bravo fesso! Ti sei giocato un sacco di lettori!". Lo
so che, dopo questo annuncio, mi sono rimasti al massimo tre lettori, che
ovviamente ringrazio, ma a me non piace illudere la gente, se permettete
anche se porco ho la mia moralità!
Dunque, tornando a mia nipote, dovete sapere che lei ha una simpatica, si fa
per dire, abitudine: ogni tanto mi piomba in casa e pretende un regalo,
senza che via sia una ricorrenza o un motivo particolare che lo giustifichi.
Anche quella volta che mi fece visita, immancabilmente volle un cadeau dallo
zietto, che come al solito non seppe dir di no. Quando lei si siede sulle
mie gambe e comincia a dirmi, con la sua vocina leziosa, quanto mi vuole
bene e che sono il suo zio preferito, non capisco niente e faccio ciò che
vuole.
D'altronde come avrei fatto a dirle di no, aveva una minigonna che mostrava
certe belle coscette che parlavano.
Poi va detto anche che io le voglio veramente bene e mi fa piacere farla
contenta. E' inutile che fate gli spiritosi, sarò uno zio porco ma voglio
davvero bene a mia nipote. Adesso uno, perché ha una certa esuberanza,
diciamo così, sessuale, non può nutrire degli affetti sinceri?
"Vabbe' che cosa vuoi in regalo?" chiesi io, preso dal mio amore ziesco, o
come diavolo si dice, mentre lei mi riempiva di bacetti sulla guancia.
"Una cosuccia di Hello Kitty!", mi rispose...
Eri solo per me
01/01/2010Eri solo per me
C'è una strana religiosità nella pratica con cui alcune persone si
accingono a fare sesso.
"la mia è molto spiccata" pensò tutto soddisfatto Ezechiele, sedendosi sul
letto.
" E' una preparazione soprattutto mentale, prima che corporea. Devi
sentirla arrivare e riempirtene ogni cellula. Solo allora sei pronto"
La donna davanti a lui gli sorrise mentre si spogliava. Ogni tanto tentava
anche di seguire il ritmo della musica, imitando maldestramente le movenze
di uno spogliarello
"Se non sai farlo, non ci provare nemmeno" pensò tra sé Ezechiele "non sei
mica obbligata. E poi che pessima scelta musicale"
Si sporse e abbassò con noncuranza il volume, riducendolo a poco più di un
sottofondo. La donna non diede mostra di accorgersene e continuò
tranquillamente, nella sua goffa danza, sfilandosi languidamente i
vestiti uno dopo l'altro.
"Vedi? Sei più sexy così "
Quando il top volò sopra la sua testa, un gran mare di tette ribollenti si
riversò in avanti, a stento trattenute dallo striminzito reggiseno color
carne.
"Grosse, siiiii " esultò Ezechiele "mi piacciono le tette grosse e pesanti"
Ci aveva visto giusto stavolta, e l'aveva scelta proprio bene. A volte
gliene capitavano certe che a vederle vestite sembravano gonfie di ogni
ben di dio, ma quando si spogliavano rivelavano corpi ossuti e piatti come
tavole.
Perché andare a pescare una smilza e senza forme quando poteva avere il
meglio? Una volta se ne era portata a casa una con una sesta di reggiseno.
Gli era piaciuta così tanto, che dopo qualche tempo aveva voluto ripetere
l'esperienza con lei, lui che per principio non spartiva mai il piacere
due volte con la stessa donna.
La ragazza gli sorrise e si sbottonò la gonna, facendola scivolare ai suoi
piedi. Ezechiele gli guardò con malcelata foia lo scuro che si intravedeva
sotto il triangolino del tanga.
"Il centro dell'universo" pensò "la fica di una donna è il centro
dell'universo"
E lo era davvero quando si...
Ambelakia
01/01/2010La nostra ennesima pazzia.
Ogni volta ancora più difficile e rischiosa.
Un gradino sempre più in su, verso la follia e l'azzardo.
Perché farlo normalmente, fare l'amore in modo tranquillo, magari
su un letto o sul divano di casa, per noi non è più sufficiente.
Troppo spesso ci appare monotono e ripetitivo.
Cerchiamo sempre, ormai, di vivere una situazione che vada oltre.
Perché se non proviamo quel meraviglioso brivido di libidine, che
ci viene regalato solo dalla possibilità di correre il rischio di essere
scoperti e sorpresi in atteggiamenti e posizioni inequivocabili e
compromettenti, noi non riusciamo a godere fino in fondo l'uno
dell'altra, e la nostra eccitazione non raggiunge quelle vette di piacere
che così intensamente desideriamo.
E, allora, di follia in follia, ci spingiamo sempre un po' più avanti,
all'affannosa e stimolante ricerca del connubio perfetto tra erotismo
ed esibizionismo.
Quella ricerca di nuove emozioni che stasera ci ha portato qui.
Le volte in cui siamo stati sorpresi a fare l'amore non sono state poi
molte, in realtà.
E in quelle poche occasioni non sono di certo mancati problemi ed
imbarazzi, sfiorando un paio di volte la denuncia per atti osceni.
Ma nella maggior parte dei casi, abbiamo fatto l'amore a pochi metri
da decine di ignare persone, senza che nessuno ci vedesse e ci scoprisse:
ma la sola possibilità che questo accadesse, che qualcuno potesse
sorprenderci a scopare, è stata più che sufficiente a proiettarci in un
meraviglioso universo di lussuria sfrenata ed assoluta.
E, questa sera, siamo pronti a mettere in atto questa nostra nuova
pazzia erotica.
Ambelakia.
Un piccolo villaggio sul mare.
Un sabato notte d'estate.
Il caldo e il debole rumore della risacca dell'Egeo.
Lei ed io.
E i nostri corpi, già tesi e frementi.
Il locale, dalle luci soffuse e discrete, è affollatissimo, come
sempre nel fine settimana.
A stento abbiamo trovato un separé sul fondo dell'ampia sala.
Ma siamo stati...
Le puttane (n=181)(1a parte)
01/01/2010Le puttane (n=181)(1a parte)
(potrebbero essere tanti spunti per racconti)
1. Due contadini decidono di festeggiare andando a puttane. Il primo
torna scontento: "Sai, non mi e' mica piaciuto. E' meglio mia moglie".
Anche il secondo torna scontento: "Sai, e' vero, e' meglio tua
moglie!".
2. Quattro carabinieri in auto si fermano davanti ad una puttana:
"Quanto vuoi?". "30.000 davanti, 50.000 di dietro". Uno dei
carabinieri di dietro: "Perche' a noi di piu' ?".
3. Pierino chiede al padre: "Papa', che cosa vuol dire
contemporaneamente ?". "Vedi Pierino, io non ho studiato, ma comunque
provero' con parole mie a spiegarti il significato di questa parola;
dunque, vediamo .... quanti anni hai tu, Pierino ?". "Ne ho nove,
Papa' !". "Bene, allora devi sapere che 10 anni fa io sono partito per
la Germania per andare a lavorare in fabbrica e ci sono rimasto tre
anni". "Ma Papa'!, allora sei cornuto!". "Si', e contemporaneamente tu
sei un figlio di puttana".
4. Qual e' la differenza fra una prostituta, una fidanzata e una
moglie? Mentre fanno all'amore la prostituta dice: "Questo ti costa
100000 lire". La fidanzata dice: "Oh, come ti amo!". La moglie dice:
"Beige. Gia' beige. Il soffitto lo dipingero' beige!".
5. Un bambino chiede al padre: "Papa', qual e' la differenza tra
teoria e realta' ?". Il papa' risponde: "Semplice, vai da tua madre e
chiedile se andrebbe a letto con Marlon Brando per un miliardo e poi
vai da tua sorella e chiedile se si farebbe scopare da Fiorello per un
miliardo, poi torna qui e te lo spiego...". Il bambino corre dalla
mamma e le chiede se andrebbe con Marlon per un miliardo. La madre
risponde sommessamente: "Non lo dire a tuo padre, ma credo proprio di
si'". Il bambino si affaccia alla porta della camera della sorella e
le chiede se Fiorello potrebbe divertirsi con lei per un miliardo. La
sorellina risponde: "Ma lo farei senza pensarci due volte!". Il
bambino torna dal padre e commenta: "Sai papa' ?...
Stat
|