Racconti erotici



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Scopata di vicinato
Autore: Godere - 13/01/2012
L avevo vista crescere, diventare donna, mettersi con uno, fare una bambina ed essere abbandonata. Ora vive col padre e con la figlia, un piano sopra al mio. I nostri rapporti sono stati sempre cordiali. Le ho chiesto sempre del suo lavoro e della bambina e lei mi ha risposto sempre volentieri. Ciò che ha passato, per molto tempo, lo si è letto in viso e nel fisico: sempre seriosa e smunta, magra, quasi senza forme. L anno scorso, al ritorno delle vacanze estive, l ho trovata cambiata: sorridente e, soprattutto, bene in carne. Le tette sostenute, più tondetta, un culetto sodo ed inarcato. Tanto da pensare che si fosse innamorata durante le ferie, ma sapevo che non era così. Ho cominciato a guardarla con altro occhi, a desiderarla. Quando l ho salutata i miei occhi sorridevano compiaciuti, mentre si soffermavano sulle sue forme riacquistate. Lei mi è parsa contenta della mia ammirazione. Ora la incontro più spesso per le scale e per la strada, ci soffermiamo a parlare anche a lungo ed è sempre disponibile al dialogo e poi sorride. Ha mantenuto, nel corso di questi mesi, un bel personale e non nego che, quando si allontana, le fisso il culo e il portamento. Ha un difetto, è maldestra. Spesso perde gl indumenti e me li fa ritrovare sul terrazzinp. Le prime volte erano camicette, fuson, ma, da qualche tempo, lascia cadere (involontariamente?) gli slip. Slip di tutti i colori e di tutte le fogge. A volte anche dei perizoma. All inizio glieli mettevo in una busta e glieli lasciavo sulla ringhiera della rampa, in corrispondenza del suo appartamento. Poi mi sono azzardato a portarglieli di persona per vedere la sua reazione. Quando il padre non era in casa, salivo da lei, premevo il campanello, mi facevo riconoscere e, come apriva, le tendevo, con un sorrisino malizioso l indumento intimo. Lei ringraziava con molta cordialità. Devo confessare, pur non essendo un feticista, che ogni mattina speravo di trovare le sue mutandine, solo per fantasticare sulla sua figa: era...

Una foto
Autore: Godere - 19/12/2011
Ti piacciono le mie tette, tesoro? . L amicizia con la ragazza di V. era iniziata virtualmente con uno scambio normalissimo di e-mail. Niente d importante all inizio: saluti, informazioni sulla vita di entrambi, sul lavoro, sugli affetti. Lui, nuovo a questa esperienza e anche perché abbastanza maturo come età, era stato veritiero. Lei, immaginò, forse lo era poco, come accade sul Web. La conoscenza si fece più approfondita, allorché lei lo invitò a visitare il suo blog personale, coloratissimo, ricco di foto, un diario di pensieri e di poesie, molto ben fatto. Lei vi appariva spesso in una serie d instantanee molto belle, artisticamente curate, perfettamente ritoccate. Era una bella donna, non c era che dire; lunghi capelli meri fluenti, occhi splendenti come diamanti, viso ben modellato, molto dolce. Si mostrava quasi nuda, nel senso che faceva vedere e non vedere, celandosi dietro grandi veli, camice di pizzo, parei, insomma era uno spettacolo! Lui cominciò col diventare un frequentatore assiduo del suo blog per ammirarla. Gli scritti non lo interessavano granché, pur rivelando una bravura notevole nello scrivere. Gl interessavano quelle immagini, tanto da salvarle ogni volta che le visionava, in modo da crearsi un suo album personale. Per non darle l idea del guardone come in effetti lo era lasciava di tanto in tanto dei commenti, anche abbastanza azzeccati. Si complimentava della sua bella prosa, anzi la stimolava ad andare avanti nella scrittura, per guadagnarsi la sua fiducia. In verità, la ragazza lo eccitava parecchio. Alla sua età iniziò a provare nuove sensazione, sentì il sangue pulsare, la voglia crescere. La loro amicizia si fece più stretta, al punto che si scambiarono i numeri di cell. Diventò geloso, leggendo i commenti degli altri, che immaginò più giovani di lui. Non accettò volentieri che gli altri la guardassero e un giorno glielo disse: Senti, perché ti esponi in questa maniera? Non è bello, sai. Non voglio sembrarti un moralista, ma io...

...e chi se l'aspettava....
Autore: Maiestatis - 25/10/2011
Erano anni che non vedevo Francesca, una mia cara amica, bella ragazza poco seno, sedere da urlo viso grazioso....lei è sposata con un mio carissimo amico che causa lontananza non vedo mai giustamente....io fidanzatissimo con una ragazza bellissima che mi sognare in ogni momento. Devo partire per lavoro....decido di chiamare la mia ragazza che non avrei visto per una settimana e lei ha le mestruazioni allora decide di farmi un lavoretto di mano niente male. Arrivo a casa di Francesca...è sola e mi apre con un vestitino nero cortissimo, autoreggenti nere e tacchi alti, "oh mio dio!" ho pensato in quel momento, che vorrà fare....la saluto cmq con disinvoltura e lei non parla zitta sorride e mi prende la mano...mi spinge sul divano e mi chiede se ho dell'erba dietro, le dico di si ed inizio a rullare lei si inginocchia davanti a me, io imbarazzatissimo inizio lo stesso ad eccitarmi, ho difficoltà a rullare, lei mi abbassa i pantaloni ed inizia ad accarezzarmi l'arnese da sopra i boxer intanto finisco ed inizio a fumare...a quel punto i boxer scendono giù e lei me lo prende in bocca ed inizia a farmi godere, giocherella con mani e bocca in maniera alternata....mamma mia che spettacolo il piacere cresce sempre di più, mi paralizzo quasi e lei si alza interrompendo, si alza un pò il vestito e mi fa vedere la figa depilata e mi dice "questa è per dopo" mi si siede vicino e riprende in mano....la situazione ed inizia a chiedermi come va, a chiacchierare come se niente fosse ed io rispondo a fatica, si scopre il seno, mi passa i capezzoli sul cazzo e a quel punto inizio a sentirmi male....lo riprende in bocca e dopo poco le riempio la bocca senza pietà. "Ora si che va bene" dico e lei prende la canna oramai spenta la riaccende e si allunga e mi ordina di leccargliela, cosa potevo chiedere di meglio mi dedico a lei con tutto me stesso ed inizia ad urlare a tremare, impazzisce la fica si bagna sempre più pulsa ed io metto un paio di dita dentro, faccio su e giù molto...

Aged amateur
Autore: Godere - 10/10/2011
La porta dell appartamento di Mrs. Jones era socchiusa. Nel vicinato si diceva che, da quando era rimasta vedova, fosse diventata un po strana: luci sempre accese, musica ad alto volume, bottiglie di liquore che traboccavano, a fine settimana, dal bidone dell immondizia. Jack, che abitava al piano di sopra, aveva buoni rapporti con lei. Spesso le aveva consegnato la posta che il postino di zona, per la fretta o per la pigrizia, non imbucava neppure nella sua cassetta, lasciandogliela a terra. Una volta si recò nel suo appartamento per una piccola riparazione a un tubo dell acqua e fu cordiale verso di lui, gli offrì una birra, scambio un po di chiacchiere convenzionali, ma non sembrò, ai suoi occhi, come dicevano, così stranita. Era una donna abbastanza formosa, diciamo molto in carne, senza essere obesa. Certo, i pomelli sugli zigomi erano rossi, indizio di robuste bevute. Per il resto appariva normale e poi era libera di fare ciò che voleva. Sapeva badare ai fatti suoi, si chiudeva nella sua tana e nessuno sapeva che cosa faceva o chi riceveva. Le solite linguacce spargevano in giro voci morbose sulla sua sessualità. Dicevano che si masturbasse all infinito e acquistasse dvd porno, ma nessuno, nel quartiere, l aveva vista entrare in un sex shop o fermarsi in qualche edicola. Insomma su di una donna sola se ne dicono tante Jack, scorgendo la porta appena accostata, automaticamente suonò il campanello, una, due volte, chiamando la vicina a gran voce. Da una stanza udì una voce: E aperto! . Jack entrò nella piccola anticamera, che conosceva bene, e si chiuse la porta alle spalle. Dov è signora Jones? . E lei, Jack? . Sì, sono io, Va tutto bene? Ha bisogno di qualcosa? . Venga, sono qui . La voce proveniva da una camera in fondo al corridoio. Venga dentro . Il timbro delle frasi era quasi strascicato. Jack si avvicinò alla porta chiusa della camera. Bussò. Entri, sono qui: gliel ho detto! . L uomo abbassò lentamente la maniglia, chiese permesso e s...

Baggy pants
Autore: Godere - 20/09/2011
La visita guidata monumentale terminò, più o meno, verso l ora di pranzo di una domenica soleggiata e calda. Fummo invitati a prendere posto nella navata spoglia d una chiesa sconsacrata, prima di recarci ad un buffet, per ascoltare, io direi tediarci, le conclusioni di un prof. dai candidi e lunghi capelli, docente di non so che cosa, se di arte o di comunicazione visiva. Infatti lui iniziò a sciorinare tutta la sua scienza, ma quasi nessuno gli prestava attenzione, stanchi della lunga passeggiata artistica, tranne le prime file che immaginavo con gli occhi a palla su di lui, ma con gli stomaci da tutt altra parte. Dinanzi a me, seduta su quegli scranni di chiesa che, sadicamente, hanno solo il poggino per le spalle e mai per la schiena, per costringere i fedeli ad una sorta di attenzione mistica e sofferente, c era una tizia con i gomiti appoggiati sulle gambe, le mani a contenere il viso, evidentemente stanco, in finta attenzione. Mi colpirono i suoi capelli: una matassa ferrosa e disordinata, sbarazzina se fosse stata più giovane, ma era una maturotta, una quarantottina o giù di lì. Di speciale aveva che indossava quei famosi jeans a vita bassa e fin qui nulla di speciale. Solo che avrebbero dovuto mostrare l elastico delle mutande, invece evidenziavano, esasperato anche dalla posizione ricurva della donna, il solco delle natiche. Un solco abbastanza esposto. E fin qui nulla di speciale. Solo che i miei occhi lo fissarono attentamente, perché mi chiedevo dove fossero finiti i suoi slip, visto che aveva mezzo culo di fuori. Forse indossava un tanga, un perizoma, ma comunque sarebbero stati trattenuti da un elastico. Mi venne l idea pruriginosa che non portasse nulla di sotto e intanto cominciavo, nel fantasticare, ad eccitarmi. Del prof non m importava più niente, chiaramente. Lei sentì, come succede, lo sguardo addosso, si voltò, mi guardò un istante, cogliendo la mia occhiata sul suo didietro e abbassò la maglietta. Stop. Fine dello spettacolo. Riprese la...

La futura suocera
30/08/2011
Sono un giovane ragazzo, con una stupenda morosa, dopo 4 anni che giro per la casa della morosa, avevo legato tanto con sua madre una 45enne, molto seducente, sposata con altri tre figli oltre mia morosa.Un giorno ero a casa sua, che stavo sistemando la legna, e appena ho finito sono andato a dire alla madre che io avevo finito, però me la trovai in cucina con una vestaglia quasi trasparente, vidi che non portava la biancheria intima, ma non ci feci caso più di tanto, poi io le dissi che avevo finito, e che me ne stavo per andare a casa, lei si aprì la vestaglia, mi chiese:ti piace quel che stai guardando? io risposi si molto anche, lei si avvicino, si tolse la vestaglia e mi disse di seguirla in camera, io le chiesi se ci fosse il marito in giro e i figli, e lei mi rispose che erano al lavoro e a scuola,quindi la seguii.Arrivati in camera lei mise una gamba sopra al letto, e mi disse che aveva voglia di una leccata, cosi mi abbassai e gliela leccai tutta per bene, poi io mi alzai e in quel istante mi mise le sue mani nei pantaloni, me li tolse assieme alle mutande, e si inginocchiò e si mise il mio pene in bocca, e facendomi quasi venire se lo mise nelle tette che anche se non erano tante erano lo stesso eccitanti, a quel punto la presi, la misi a pecorina e glielo misi nella fica tutta bagnata, iniziai a sbatterla sempre più forte fin che ad un certo punto sentii un piccolo urlo di goduria, la sentii venire molte volte e urlava sempre di più,fin che ad un certo punto si fermò e mi disse di metterglielo nel culo, io lo feci, il mio cazzo andò dentro facilmente in quel bel culo rosa e li ricominciai a sbatterla sempre più forte fin che non manco poco alla mia venuta e cosi lo tirai fuori e le riempi le natiche di sborra, ma lei non lo voleva solo nelle natiche ma anche nelle tette e cosi le riempii le tette di sborra facendola godere come una maiala, (non pensavo venisse cosi molte volte, e soprattutto sborandogli sulle tette), ma lei mi buttò giù nel letto e si...

18 years old (e già così troie
Autore: Godere - 26/08/2011
Scoprii le mie cuginette diciottenni, Ilaria e Marta, sotto la doccia, coi loro corpicini magri dalle tettine appena abbozzate e le fichette brunite da un cenno di peluria, leccarsi, palparsi, maneggiarsi sotto la doccia. Mi venne subito voglia di menarmelo, ma sarebbe stato da guardone e, poi, a me piace partecipare. Le sorpresi durante uno dei loro orgasmi. Ilaria spalancò la bocca e tentò di coprirsi con le mani le nudità, l altra lasciò tutto in bella vista. Non lo dirai a nessuno, vero? supplicò Ilaria. No che non lo dirà aggiunse Marta non lo vedi il gonfiore che ha tra le gambe? Pur di averci terrà la bocca chiusa . E senza dire più nulla, sgattaiolò da sotto la doccia, prese un asciugamano, lo distese sul pavimento poco lontano, si sdraiò e aprì le cosce snelle. Mi spogliai, rapido e le mostrai un bel manico durissimo. Mi fiondai in lei che aveva una fica piccola e stretta, per cui tutto non riuscì ad entrare. Mi mossi lentamente. Marta chiamò a se la cugina e le ordinò di baciarle i seni e in bocca: cosa che fece; poi se la fece sedere sul petto e cominciò a leccarla la passerina. A quello spettacolo, naturalmente aumentì la foia dei colpi, ma pensavo a come venire. Intanto soggiunsi: Vengo . Sììììì, . quasi urlò Marta - tutto .tutto dentro . Cosa che puntualmente feci, inondandola di latte caldo. Come se niente fosse successo, Marta disse ad Ilaria: Ora tocca a te! . Ma non l ho fatto mai! piagnucolò la ragazzina. Ci sono tanti altri modi per far godere un uomo: prendiglielo in bpcca . Ilaria, che in fondo era sottomessa, tipo schiavetta, alla cugina, ubbidì. Me lo afferrò con gli occhi chiusi, si vedeva che non aveva esperienza, perciò dovetti un po guidarla. Era una buona allieva, disposta ad imparare. Lo faceva e ogni tanto mi guardava, quasi per essere lodata, ricevendone da parte mia un sorrisetto compiaciuto e qualche carezza sui capelli. Marta, la più proietta, le saltò quasi addosso e la leccò letteralmente tutta, poi mi si...

La vicina intraprendente
Autore: Ultimotango - 04/07/2011
La vicina intraprendente La nostra relazione continuava felice, talvolta eravamo focosi amanti, altre volte invece la monotonia ci prendeva. Lisa è una moglie molto carina, mora, bassa con un bel seno grande ed un corpo appena appena un po abbondante. Io non sono un Adone ma piaccio fisico più o meno nella media pure io leggermente sovrappeso. Accanto alla nostra casa c'é un piccolo appartamento affittato con una piccola piscina. Un bel giorno accadde qualcosa di particolare che avrebbe ridato vita al nostro rapporto. Prende in affitto l'appartamentino una bella ragazza, sui 30 anni, fisico davvero atletico e con due tette decisamente tonde e sode. Inutile dire che appena si é presentata in bikini nella piscintetta, ben visibile dalla mia casa, le ho dedicato una strepitosa masturbazione. Mia moglie doveva aver intuito che una vicina del genere non mi avrebbe lasciato indifferente. E comunque dopo poco tempo hanno cominciato a conoscersi. Un giorni io e mia moglie siamo nel prato, Tania (la vicina) ci ha invitato a fare un bagno da lei. Ci siamo andati volentieri, ridendo e scherzando mia moglie ha cominciato a dire che era molto invidiosa del suo seno perfetto. Lei rispondeva che in fondo il suo era magari meno sodo per via dell'età ma più grande. A questo punto mia moglie si é tolta il reggiseno, e lei pure, hanno quindi cominciato ciascuna a toccare il seno dell'altra per confrontarli. Inutile dire che io che ero sdraiato poco distante ho avuto una immediata erezione. 'Ma Fabio!' dice di mia moglie scoprendomi e mettendomi in evidente imbarazzo. Lei e Tania hanno comiciato a ridacchiare ed io ero in evidente disaglio, 'sai' dice mia moglie 'mio marito ha un debole per le tette', 'se ti fa piacere può provare a toccare le mie' risponde Tania. 'Dai fagli questo regalo' dice Lisa mentre Tania si abbassa verso il mio sdraio e mi afferra le mani portandole sui suoi capezzoli. Il mio costume sembrava una tenda canadese, mia moglie diceva 'le...

Sweet sister
Autore: Godere - 19/06/2011
Pomeriggio d estate, afa, sudore, docce a non finire. Silvia esce dal bagno con una vestaglietta celeste azzurra e fa per tornare in camera, ma vede la porta di Luigi, suo fratello, socchiusa e dà una sbirciata. Lui è a letto, coperto a metà dal lenzuolo, addormentato, il petto glabro nudo; niente di speciale, se non fosse per un rialzo strano del lenzuolo dalle parte del ventre Silvia sa di che cosa si tratta, ma la curiosità è più forte. Sa che non dovrebbe farlo, che è un tabù, che le hanno insegnato che tra fratelli è proibita anche un occhiata, ma poi non le frega niente. Entra piano e s accosta al letto, senza togliere lo sguardo da quella protuberanza. Luigi dorme beato, il suo respiro è calmo, ha un sorrisino appena accennato sulle labbra, forse sta sognando e per questo gli è cresciuto. Silvia gli è vicino, solleva, lenta, un lembo del lenzuolo e guarda: il pene del fratello è bello eretto, il glande è roseo, senza screpolature Silvia fino ad ora ha assaggiato il cazzo del suo ragazzo, ma ora è diverso Vorrebbe andare via, ma la destra finisce di scoprire quell albero di carne e lo mette in evidenza La ragazza viene colta da un languore nel basso e, quasi, automaticamente, comincia a sfiorarlo con la punta delle dita: è morbido, liscio, statuario Luigi emette un gemito e il suo sorriso s allarga. Silvia, allora, si sente in orbita, si siede sul bordo e comincia, con la mano stretta a pungo, a masturbarlo. Non ha remore, non pensa a nulla, solo a quello spettacolo. Il fratello, d un tratto, spalanca gli occhi, ma Silvia non diventa rossa né si ritira, anzi continua con più forza, sentendoselo crescere nella mano Luigi non dice nulla, si lascia fare, sorride e mugola di piacere, con gli occhi semichiusi. Silvia si sente bagnare, sta venendo e, devastata dalla voglia, si scopre le tette e le mostra al fratello e aumenta l andatura Non ci vuole molto: schizzi iniziano a volare un po dappertutto e il resto dello sperma le scivola tra le dita. Alla fine Luigi si...

Oggi decido io.
Autore: Ultimotango - 17/06/2011
Alberta era davvero carina, almeno vent'anni meno di me, una Lolita con un viso acqua e sapone, da anni stava con Andrea, il sua ragazzo una persona tranquilla, forse un po monotona. Ogni tanto mi guardava con uno sguardo malizioso che non avevo mai raccolto, non era il mio tipo, troppo giovane. Ma un Sabato siamo a bere uno spritz e gli amici partono in moto per i lidi, il suo ragazzo era a casa a studiare. Non avevo voglia di fare della strad e lei neppure, ci siamo quindi ritrovati seduti al tavolino del bar a chiacchierare. 'Cosa pensi di me' mi dice, 'che sei carina' rispondo, 'una ragazza da sposare', nel mentre lei lecca il suo ghiacciolo alla menta. 'E se io ti dicessi che sono una gran maiala?', la frase mi ha lasciato spiazzato, 'non penso' ho risposto decisamente a disaglio, una uscita davvero inaspettata, sicuramente l'alcool ci aveva messo del suo. 'Guarda' mi risponde, e comincia a succhiare e leccare il ghiacciolo mimando uno strepitoso pompino. Inutile dire che mi é partita una evidente erezione, 'ma cosa ti salta in mente' le dico sempre più stupito, nel frattempo un gruppo di ragazzi al tavolino di fianco accortisisi della scena e si urtavano l'un l'altro indicando il nostro tavolo. Ma lei come niente continuava a succhiare e sbocchinare il ghiacciolo. 'Vedi che se voglio sono una maiala?', a questo punto l'ho presa per un braccio e cominciato a camminare con lei, stava richiamando un po troppo l'attenzione. Dai miei pantaloni senza troppa fantasia si vedeva una vistosa erezione che cercavo di camuffare con le pieghe del tessuto. Ma lei se ne era accorta, 'allora ti é piaciuto?' domanda ancora con fare provocatorio. 'Vuoi vedere di cosa sono capace? mettimi alla prova', a questo punto ho capito che quella giornata l'avrei ricordata per un pezzo. 'E va bene, vediamo cosa sai fare!', 'tanto per cominciare hai le mutandine?', 'Sì', 'bene toglile oggi non ti servono'. Inutile dire che aveva una gonnellina davvero minimale, e una T-Shirt...

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